Malleus maleficarum (1489), il maglio contro le streghe,i crimini della santa Inquisizione (Prima parte)

Uno stornello popolare del 1400 dice della donna:
-Dolor senza consiglio, sacco senza fondo, febbre continua che mai ha fine, bestia insaziabile, pazza scatenata, nel letto un demonio, nell’orto una capra, immagine del diavolo-
Ecco la considerazione che si aveva di noi donne fin dal basso medioevo; ed è lì che si accendono i primi bagliori della caccia alle streghe, via via sempre più massiccia, fino a diventare sterminio.Tra disprezzare la donna e bruciarla il passo è breve se la mentalità dell’epoca la ritiene fonte di ogni male, dal peccato dei sensi alle carestie.
O forse esistevano davvero, ed ancora esistono, le streghe: in questo caso mi auguro che abbiano perseguitato a morte i loro cattolicissimi persecutori e che ancora lo stiano facendo.
Montaigne è davvero un uomo fuori dalla norma quando scrive, nei suoi Saggi:La stranezza della religione cattolica consiste nel fatto di aver elevato a virtù la crudeltà-
Queste donne di epoche diverse, che comparvero sul palcoscenico della persecuzione dal 1300 al 1700 furono levatrici, guaritrici, botaniche esperte, oppure streghe davvero, capaci di scagliare malefici e di preparare micidiali misture? Magari, ma se si leggono gli atti dei processi contro queste poverette, vedi quello famosissimo contro Franchetta Borelli che si tenne a Triora nel 1500, se ne deduce che quasi sempre furono vittima di invidia, o di sentimenti di vendetta personali da parte di compaesani, oppure, ancor peggio, come nel caso della Franchetta,si trattava di eliminare un oggetto del desiderio maschile che essa ben rappresentava, con la sua bellezza e disinvoltura nelle cose d’amore; così fu naturale prima tacciarla di meretricio e poi di stregoneria, perché il binomio sesso-demonio era, ed ancora spesso è, inscindibile.
Già nel 1300 ci furono processi contro presunte streghe (Benvenuta Benincasa, Matteuccia,Gabrina, per ricordarne alcune), dove i giudici ecclesistici tennero in qualche modo sveglia la mente per individuare eventuali cedimenti o contraddizioni che mettessero le poverette al muro; nel 1400 non dovettero più affaticarsi: per i processi di massa, sempre più plateali, ecco apparire un prezioso manuale, il Malleus maleficarum , dei due frati Domenicani Sprenger e Kramer, pubblicato nel 1489.
In esso si fornivano notizie erudite sul mondo stregonesco e diabolico, insieme ad un elenco delle domande da fare durante gli interrogatori, nonché modi ed applicazioni delle torture.Erano arrivati gli esperti. E con loro una stupidità ferocissima globalizzò in tutta l’Europa i processi di stregoneria.Inoltre, dato quanto mai inquietante, chiunque,con il manuale alla mano, poteva farsi inquisitore.
Il Malleus ebbe più diffusione della Bibbia, venne tradotto in Italiano(era scritto in Latino) tedesco e francese, duecentocinquantamila parole circa, suddivise in tre parti.
Nella prima i due domenicani descrivono la vastità dell’impero satanico ed è la donna con la sua vituperosa natura ad essere il cardine di tutta questa faccenda di diavoli, lei da sempre tentatrice dell’uomo, artefice di ogni peccato contro la castità e quindi alleata di Satana.
Vorrei far notare come il sesso entra ed esce dalle pagine del Malleus ad una velocità tale da riuscire ad essere sempre presente – una constatazione che fece riflettere Freud – in una sorta di pornostregologia diffusa; il trattato diventa quindi uno stravolto manuale erotico, dove il luogo del godimento dovrebbe essere l’orrore, informando il lettore di quali e quante sconcezze siano capaci demoni e streghe.
Naturalmente si tratta delle stesse sconcezze segretamente fantasticate e desiderate dai più, e dopo la lettura del Malleus men che mai confessate al prete. Chiunque avesse osato mettere in dubbio la veridicità di una sola virgola della pregevole opera dei due frati veniva immediatamente accusato di eresia e condannato al rogo, in quanto dubitava della potenza del demonio e della perversità della femmina, sua serva.

(FINE PRIMA PARTE)

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