LA CASA DELLA FOLLIA

In alto, sopra gli scogli
nera di tenebra
sorge la casa della follia.
Così la chiamano.
E’ lì da cento e cento anni
per altrettanti ci resterà
insieme a me
murata viva tra la camera da letto
e il ripostiglio.
Per passare il tempo conto le ferite
nitide sempre, nel liquame d’ossa.
Mi fa compagnia la casa, uno due tre
eccolo,arriva il re.
Al suo interno le mura
respiro del mio sangue
regolarmente si incrociano
i pavimenti obliqui e polverosi
saldamente resistono
ma il tetto guarda il cielo
mentre crepe minacciose si aprono
tra muffe e antichi marciumi.
Sul legno, sulle pietre, su di me
pesa un enorme, oscuro silenzio.
Io sono la cosa
che vaga tra i muri fatescenti della follia
in assoluta disperata solitudine

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