Diario di un angelo con le ali nere

Vado avanti così,lupa dall’andatura sghemba
senza rete di protezione
senza voltarmi indietro
trascinandomi appresso sporche nere
ali d’angelo
e una camicetta bianca
che tu sfili con la facilità d’un bambino
-giochiamo a rubabandiera-
alla ricerca dell’onda perfetta
che non ha né inizio né fine
per cavalcarla con una tavola molto speciale
quella rotonda di Camelot.
Vado avanti così
ballando il valzer a piedi nudi
sulle braci di un enorme camino
stanca di troppi ricordi
che mi indeboliscono
-gli angeli con ali nere e stivali
di pelle lucida di solito al posto della mente
hanno una lavagna vuota
non devono pensare
io invece ho gli occhi pieni di perché
di orizzonti da scoprire
di montagne da scalare-
stanca di sentirmi un codice binario
perché qui
siamo tutti dei codici binari, 01
che parlano tra loro,che scopano tra loro.
Vado avanti così
per esser sempre la numero uno
baci barra abbracci.
E la vita non basta mai, è sempre troppo corta
troppo corta…
e l’inganno è che
per quanto si divorino i giorni
non se ne è mai sazi.
Probabilmente quell’onda che aspetto è solo
una leggenda
ma ne sento già in bocca il sapore unico
mentre un brivido assurdo lungo la giugulare
mi spinge ad andare avanti così
senza un attimo di tregua, senza respiro
con queste ali che la notte confonde
ogni giorno più pesanti
carne, sangue, ossa e tendini a legarmi
alla terra
per impedirmi di volare.

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