L’aquilone e la bambina

Avevo un sogno d’ametista
un sogno che volava alto

sopra le nuvole
per raccontare favole al sole
e giocare col vento.

Una bimba e un aquilone:
quando i prati erano distese marine
e un ginocchio graffiato
il rifugio tra le tue braccia.
Non guardavo in alto cercando l’argento
degli aerei
seguivo nell’abbaglio del sole
quel viola d’ametista
che m’ammagava.

Sognai che diventasse il mio tappeto magico
per portarmi diritto da te
Quando arrivammo sopra i giardini
dove fiorivano rose di pietra
un proiettile ci colpì.

Volarono fino al sole l’aquilone e la bambina.
Ora nel suo calore continuano a rincorrersi

giocando con gli aerei.
A volte mi chiamano:
ma sono così pesanti le ossa della vita.

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