La danza dei giganti è un esercito di pietre isolate l’una dall’altra come radi denti di una bocca senile, erette al centro di una pianura simile al deserto di un pianeta alieno.
Qui la mia ombra, imprigionata tra due soldati di pietra è quella di una inutile pigmea.
Canta lo storno, l’uccello sacro ai Druidi.
Pare che i giganti intreccino le mani per fermarmi: una freccia nel buio, un soffio gelido alla nuca.
Dalle pietre emana freddo che sale da sotterranee oscure profondità dove pulsa il cuore del Drago Rosso, la Magia dell’essere e del divenire.
Merlino, sprofondato nel diamante del giorno, mi mostrerai finalmente le tue magie?
La regina addormentata nella bara, protetta dal solco tracciato dal dio nel tumulo di neve
e il il Tempo chiuso nella sua torre?
Anello di pietre, una porta nel nulla è il centro vuoto attraversato dalle Ombre, dove la debole luce d’occidente proietta la mia, che si agita e si abbassa fino a scomparire.
Un tempo qui ci furono giganti che danzavano in cerchio irridendo agli dei: fu la vendetta divina a trasformarli in pietra.
Ora il cielo lentamente si prosciuga di colore lasciando una stella lucente a brillare in un mare fluido di verde.
Lo spazio intorno a me è denso d’eternità: il respiro dell’erba si confonde con quello del vento.


Tra leggenda e magia, un sussulto di cuore che si apre a spazi infiniti senza tempo, tra sprazzi di sole nel cuore un solstizio d’estate.
Quanto bella mi sei querida🌹♥️
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E’ un testo favoloso, cara Viki
Buon inizio d’estate
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