Via il governo Meloni, più bideniano di Biden. Dall’Ucraina a Gaza, basta armi e complicità

Il fallimentare governo di Giorgia Meloni, Salvini & C. tra incendi, inondazioni e miseria, ha fondamentalmente tre scopi. Primo, realizzare in modo del tutto spudorato gli interessi della combriccola di imprenditori legati alle forze politiche che li sostengono, con particolare riguardo alle attività esercitate in prima persona da questo o quel ministro o alto dignitario del vero e proprio regime che si va delineando a tinte sempre più fosche. Secondo, tentare di portare avanti una forzatura autoritaria che liquidi ogni funzione riequilibratrice e di controllo democratico svolta, in conformità al dettato costituzionale da Parlamento, magistratura e Presidente della Repubblica, non senza sdoganare, sia pure per il momento in modo larvato, il fascismo, inteso come ideologia e prassi violenta della classe dominante, come ideologia di riferimento. Terzo, imporre una totale subordinazione della politica estera italiana alle linee strategiche e tattiche della potenza imperialista statunitense in forte ed evidente crisi.

Non vi sono dubbi sulla piena realizzazione dell’ipotesi normativa del genocidio, della quale sono presenti sia l’elemento oggettivo, che è lo sterminio in atto, che quello soggettivo, l’animus di eliminare i palestinesi a partire da quelli residenti a Gaza, chiaramente espresso nelle dichiarazioni di innumerevoli responsabili politici e militari israeliani, cominciando colla massima autorità dello Stato, il Presidente della Repubblica Isaac Herzog. Si tratta – ritengo – di genocidio attuato in modo programmato e sistematico eliminando colle loro famiglie gli intellettuali, come il matematico di fama internazionale Sufyan Tayeh o il poeta Rafaat el Areer, tirando bombe che pesano quasi una tonnellata in zone densamente abitate, rastrellando e facendo sparire tutti i cittadini di sesso maschile, imponendo condizioni di “vita” indegne e al resto della popolazione, privata di acqua, alimenti e medicinali è costretta a vagare all’impossibile ricerca di un rifugio che la sottragga all’intento dei suoi aguzzini.

Le poche centinaia di persone radunate in appoggio a Israele a piazza del Popolo qualche giorno fa da praticamente tutti i partiti coll’unica eccezione della sinistra, testimoniano, a fronte delle migliaia di giovani che si sono mobilitati e continuano a mobilitarsi a fianco del popolo palestinese, il profondo isolamento di questa pessima classe politica che continua a lavorare contro la gente e contro la vita. Un punto da cui partire per ribaltare una situazione sempre più insopportabile.