Il primo uomo

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Painting by Jack Vettriano

Tu sei il primo uomo venuto e rimasto
gli altri iniziarono e finirono
con un desiderio, uno sguardo o una carezza
perduta tra le lenzuola
cacciati via dai miei tacchi a spillo
o fuggiti a piedi nudi quando la terra
diventava troppo dura o fredda o bollente
come sabbia bianca nel sole di mezzogiorno.
Ora noi due,l’uno dentro l’altra
siamo diventati un albero a doppia cima
teso verso il cielo:
cantiamo con i rami nel vento
e con la linfa che fa ingrossare il tronco
rinnoviamo l’aria con note di ossigeno puro.
Io modulo una canzone, a volte stono
se la fine è vicina, non ci penso.
Quando verrà la siccità noi saremo la nostra pioggia
nell’inverno ci scalderemo l’uno contro l’altro.
Voleremo insieme e le nostre ali sfideranno il sole
perché tu sei il primo uomo venuto e rimasto
per sempre.

18 pensieri su “Il primo uomo”

  1. Beh, Viki. Ogni commento è significativo. una dichiarazione intensa di una donna forte.
    L’immagine dell’albero a doppia cima è bella, ha ragione Elianto. Ma anche il concetto di siccità/pioggia è di diamante. Ciaoo

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  2. Sentimento e complicità d’amore, riportati in una serie di versi originalissimi, intinti in straordinarie immagini della natura.
    Emozionante leggerti, mia cara,vivi un radioso lunedì
    Un abbraccissimo

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