L’INDIGNAZIONE DIPENDE DALLA NAZIONALITÀ DEI PRESUNTI STUPRATORI

libero20

Introduzione

Quello di Firenze non è certo l’unico caso in cui si è preferito dimostrare solidarietà nei confronti dei presunti violentatori, in questo caso la sacra Arma oppure la divisa in generale, di reazioni simili ce ne sono un’infinità. Dalla storia dello stupro di Parma, di Pimonte e di Marechiaro quando anche in quel caso le vittime vennero massacrate da compaesani e commentatori, bollate come infami per il solo fatto di aver avuto il coraggio di raccontare e denunciare. O come nel caso della tredicenne di Melito Porto Salvo, violentata dal branco per tre lunghi anni, che venne allontanata ed emarginata dai concittadini, che presero le parti dei carnefic (sic).
La sensazione è che, in fin dei conti,non sia la violenza a indignare, quanto più la nazionalità di chi commette quel reato.
Invocare la presunzione di innocenza? Giusto , le accuse vanno provate, senza ombra di dubbio.
Solo che questa presunzione di innocenza stranamente viene fuori quando i presunti stupratori sono militari o italici.
In questo caso, sempre , le presunte vittime passano istantaneamente dalla parte del torto.E allora via con i media squallidi- carta igienica- che ci manteniamo:se la saranno cercata, chissà come sono andate davvero le cose. E le vittime diventano mignotte, è sicuro.
Se non è razzismo questo e il termine è onnicomprensivo…quanto  amo il mio cervello  in certi  frangenti!!!

VIKI

Ora l’articolo di :

charlotte-matteini13

CHARLOTTE MATTEINI – https://www.alganews.it

Nella giornata di ieri, due studentesse americane hanno denunciato due carabinieri perviolenza sessuale. Rispetto all’efferato caso di Rimini, dove nessuno provò nemmeno a pensare di mettere in dubbio la versione resa dalle vittime e venne dimostrata istantaneamente solidarietà sia alla turista polacca, che alla transessuale peruviana stuprate, che al ragazzo polacco brutalmente picchiato dalla banda, in questo specifico caso di Firenze si sprecano i distinguo.
Quello di Firenze non è certo l’unico caso in cui si è preferito dimostrare questa sorta di cameratesca solidarietà nei confronti dei presunti carnefici, di casi e reazioni simili, se non identiche, ce ne sono un’infinità. Dalla storia dello stupro di Parma, passando per quello di Pimonte e di Marechiaro, anche in quel caso le vittime vennero massacrate da compaesani e commentatori, bollate come infami per il solo fatto di aver avuto il coraggio di raccontare e denunciare. O come nel caso della tredicenne di Melito Porto Salvo, violentata dal branco per tre lunghi anni, che venne allontanata ed emarginata dai concittadini, che presero le parti dei carnefici.
La sensazione è che, in fin dei conti, del reato in sé, dello stupro e delle vittime freghinulla a nessuno. Non è la violenza a indignare, quanto più la nazionalità di chi commette quel reato. Non una parola di solidarietà per le presunte vittime, moltissimi invece sono i commentatori che esprimono solidarietà ai due militari dell’Arma. Ben inteso, l’invocare la presunzione di innocenza è un atteggiamento giusto e sacrosanto e le accuse vanno provate, senza ombra di dubbio.
Quel che però colpisce è che questo attaccamento alla presunzione di innocenza venga fuori solamente nel momento in cui i presunti stupratori sono militari o comunque persone di nazionalità italiana e che in quel caso, irrimediabilmente, le presunte vittime passino istantaneamente dalla parte del torto, quella del “se la saranno cercata”, del “l’accusa sarà falsa”, quella del “chissà come andavano in giro vestito”. Da vittime a sgualdrine, senza appello.
Il sacrosanto principio della presunzione di innocenza che si applica nei confronti deipresunti carnefici sembra non essere di diritto applicato anche alle ragazze, che diventano dunque loro stesse colpevoli. Colpevoli di essersi messe nei guai.

C.Matteini

26 pensieri su “L’INDIGNAZIONE DIPENDE DALLA NAZIONALITÀ DEI PRESUNTI STUPRATORI”

  1. ma son proprio due imbecilli…e comunque è vero…si fosse trattato di un immigrato la presunzione d’innocenza manco sarebbe comparsa lontanamente. sto pensando che di uomini giovani con problemi di sesso – e altro- ce ne sono in giro troppi.

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  2. Hai ragione Viky.queste sono americane e non polacche.si metterà in moto l’fbi e via.la vedo dura per questi due.se per disgrazia verranno scagionati,noi italiani,la prenderemo nel culo a menadito.figurati i compromessi politici ,economici e finanziari,ci sarebbero dietro all’eventuale innocenza.ne riparleremo Viky.

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  3. chi commette stupri non ha diritto ad attenuanti di alcun tipo e soprattutto non esistono differenze per razza ceto sociale o divise. E in ogni caso ha ragione Mariantonietta col suo commento, ci devono essere pene molto severe per questi reati, senza sconto di pena, in nessun caso

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  4. beh ovviamente concordo in pieno sulle pene, fosse per me saprei come togliere certi “vizietti” maschili ma la presunzione di innocenza vale PER TUTTI, italici, bianchi, immigrati, in divisa, i difensori dell’ordine e della legalità, bianchi, neri gialli e arancione. questo volevo sottolineare. buondì daniela, baciotti

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