
Oggi mi sento più buona del solito, perciò voglio dedicare due righe alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Per anni mi sono dovuta sorbire, anche da parte di amici e conoscenti di sinistra, la favoletta della “Meloni intelligente”.
Eh sì, perché appena la nominavi, subito sbucava fuori qualcuno a ricordarti: “Ah, lei però è intelligente!”
Ma quando mai?
Non ci ho mai creduto, a questo falso mito, nemmeno in tempi non sospetti.
E non ho mai creduto ai suoi pessimi tentativi di recitare lo stucchevole personaggio della donna-madre-cristiana.
L’ho sempre vista per quello che era: una coatta neofascista, una donna fastidiosa e “ignorante” (nel senso etico del termine), priva di empatia, nemica del popolo, e incapace di parlare in italiano corretto, come nella peggiore delle commedie di borgata.
Non ho nemmeno mai creduto al mito della sua forza: al contrario, ho sempre pensato che la sua aggressività fosse un indice di profonda debolezza.
Urla, fa la voce gutturale e tira gli occhi fuori dalle orbite perché è divorata dall’insicurezza, e dalla consapevolezza della propria incapacità di governare.
Cerca di spaventare gli altri perché è lei la prima ad essere spaventata.
Non credo di aver mai visto, da quando ho memoria, un Presidente del Consiglio così volgare e imbarazzante: una che quando viene interpellata dalle opposizioni o da qualche (raro) giornalista “scomodo”, si mette a fare la cabarettista, e punta sulle battute di pessimo gusto, o fa le espressioni da psicopatica, e non si assume mai la responsabilità di risolvere le tragedie di questo Paese.
Si vanta di arrivare dal popolo, ma odia i poveri, e con il suo tentativo di sabotare il rdc a breve provocherà una catastrofe sociale.
Si vanta di essere una donna, ma si circonda di fascistoni e di puttanieri, quindi è la portavoce del patriarcato più retrogrado.
Si vanta di essere una madre, ma sta facendo di tutto per coinvolgere l’Italia in un conflitto sanguinario.
È un disastro sotto ogni punto di vista – etico, umano e politico – e ci porterà dritti verso il baratro.
Disastrosa lei, e disastrosi gli italiani mononueronali che ancora la sostengono.
Sarà difficile sbarazzarsene, ma in questo periodo iniziamo un po’ tutti a percepire il suo disagio: passata la sbornia del post-elezioni, anche lei avverte il crollo del proprio castello di carte – i suoi atteggiamenti sempre più isterici e aggressivi ne sono la prova più evidente.
Facciamoci coraggio e aspettiamo la sua uscita di scena, sperando che arrivi prima possibile.
Il giorno in cui questa squallida figura lascerà per sempre la guida del Paese arriverà sempre e comunque troppo tardi.
Antonella Bernardelli

Per quanto mi riguarda l’ho sempre considerata una nullità incapace ma furba: tipica espressione dell’italiano peggiore. Ha avuto una fortuna sfacciata nel trovare due alleati formidabili: l’ex segretario del PD e Mario Draghi. Letta le ha spianato la strada chiudendo ad ogni possibile alleanza nei collegi uninominali con i 5 stelle. Draghi invece l’ha introdotta nei salotti buoni e garantito per lei in Europa e in America.
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Non ricordo un solo rappresentante politico non di sinistra che , vincendo le elezioni perché eletto dalla maggioranza degli italiani, abbia ricevuto un trattamento diverso da quello descritto qui sopra.
Tutto male, solo male, nient’altro che male.
E così, nonostante l’insegnamento della storia, invece di proporre una alternativa politica credibile, la sinistra continua a demonizzare l’avversario politico di turno.
Senza aver capito che questa tattica non funziona .
Quello che molti pensano di questo modo di fare, ripetitivo e fallimentare, è che sembra un modo per evitare di parlare dei propri rappresentanti politici.
In effetti, a essere onesti, all’opposizione c’è il nulla.
Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse così tragica.
(P.s. non ho interesse a difendere la Meloni, cerco di fare una analisi un minimo equilibrata 😉)
Buon pomeriggio 🤗
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