
E tu, il piú tristo degli uomini,
tradita mi hai…
(dalla Medea di Euripide)
La ferocia che ci governa è amor di sale
e fiele.
Così ho disseppellito il tuo corpo
per trovargli un letto migliore
che non sia la mia carne
dilaniata da te con freddo ingegno
e crudele pazienza
quando
conobbe la tua carne
come un gancio che strazia
come un cibo che sazia
come una grazia per grazia ricevuta
e maledetta.
Ora
pugnale tra i denti
cicatrici di guerra sui seni
artigli laccati
è il mascara viola ad asfaltare i graffi
sul mio volto
mentre ansimando respiro la terra
e annuso l’aria
tra primitive felci e umani penetranti
odori.
Ma il viaggio che ci aspetta
è lungo
saprò sopportare la tua morte
che avanza di fronte a me
di giorno in giorno
mentre il silenzio mi uccide di ricordi
a frammenti?
Maschera d’amore ho chiuso gli occhi
perché ogni dettaglio
ridendo
divenga polvere.
La mia pelle è acqua
la lingua fuoco
i miei fianchi han profili di pietra
nel mio ventre disperato e nudo
ho nutrito la vendetta.
