Marilyn Monroe by Cecil Beaton, 1956
Fotografo, caricaturista, scrittore, opinionista, scenografo e costumista, Cecil Beaton(1904-1980) ebbe una vita in perfetta coerenza con quanto affermava.
In un articolo scrisse :
-Bisogna essere audaci, diversi, non pragmatici, fantasiosi, all’opposto di chi si muove al sicuro, schiavo dell’ordinario e del luogo comune-
Fu proprio con questa “visione della vita”che riuscì a produrre lavori di fotografia Artistica la cui bellezza e originalità sono apprezzate universalmente.
Londinese di nascita, si trasferì a New York, dove lavorò per Vogue e Vanity Fair frequentando il mondo dell’arte e dello spettacolo. Nel 1958, come costumista,vinse l’Oscar per Gigi e nel 1964 vinse il secondo prestigioso premio per i costumi di Audrey Hepburn in My Fair Lady. Scrisse anche numerosi libri, tra cui il migliore è senz’altro”The Glass of Fashion£, del 1954, affettuoso ritratto di un’epoca e dei suoi protagonisti.
Sir Cecil Beaton, nominato cavaliere della Regina nel 1972 per il suo contributo alle arti, ha immortalato per sempre ogni “tipo” di creatura umana: dalle star hollywoodiane alle top-model, dai tableaux vivants a scene della SecondaGuerra Mondiale, soffermandosi soprattutto sull’avanguardia artistica: Pablo Picasso, Getrude Stein, Jean Cocteau eSalvador Dali, Lucien Freud, Henry Moore, Igor Stravinsky e Francis Bacon. Anche Keith Richards, Geta Garbo, Marilyn Monroe, Mick Jagger e Andy Warhol posarono per lui.
Nel 1968 il suo contributo artistico fu riconosciuto ufficialmente da una grande retrospettiva organizzata alla National Portrait Gallery di Londra.
Di Marilyn, che per me rimane davvero l’ultima diva, intendendosi con questo termine quel carisma sacro e profano insieme che pochissime donne hanno avuto e hanno, Cecil seppe cogliere il mix di sensualità e innocenza, l’amore per il fasto estenuante della ribalta e contemporaneamente il rifiuto di quest’ultima,la bellezza morbida e provocante, esoprattutto quel male di vivere, quell’inquietante insicurezza che fu fatale alla diva la quale un giorno ebbe a dichiarare:
-Vorrei tanto essere felice. Ma chi lo è? Chi è felice?…-

Anche per me è stata l’ultima diva, ma il suo essere artista era anche frutto di una particolare sensibilità per cui sapeva dosarsi al punto giusto, un mix che poche attrici avevano al di là della bellezza.
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era innata nel suo essere diva e insieme si portava dietro l’autodistruzione
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Molto bello il video
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vero?
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